Archeologia
Tra le emergenze di valore archeologico, storico e antropologico fruibili nel territorio vi è il sito archeologico altomedievale delle “Mura di Mennella” sovrastante l’omonimo borgo e attraversato da un’antica via fortificata che oggi integra la rete sentieristica del Parco.
Nel luglio del 1998 un’azione congiunta del Parco e dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Dipartimento di Archeologia Medievale, avviò una prima campagna di scavo archeologico.
I risultati furono immediatamente sorprendenti: il saggio di scavo, pur limitato nello spazio e nel tempo, restituì materiale interessantissimo tra cui un tesoretto di monete risalente alla zecca di Nicola Manforte di Campobasso del XV secolo circa.
Negli anni successivi l’indagine è continuata, sia pure per brevi periodi dell’anno e il materiale rinvenuto ha confermato la felice intuizione.
Si tratta di raffinate manifatture di ceramica finemente decorate, vetro colorato, fibule, pendagli, medaglioni e flauti in osso lavorato.
Oggi, l’importanza del sito è approdata al CISAM (Centro Internazionale di Studi sull’Alto Medioevo ) di Spoleto e più non si dubita di essa.
Una delle ipotesi è che ci si trovi di fronte ai resti dell’antico Castrum S.Lotheri della cui chiesa si trova cenno nel Chronicon Volturnense, l’antico codice miniato scritto nel XII secolo scritto dal monaco Giovanni.
Le relazioni stratigrafiche hanno permesso di inquadrare l’insediamento in un periodo compreso tra il VI e l’VIII sec. e di stabilire che esso faceva sicuramente parte di in un sistema di villaggi incastellati, posti forse a guardia del territorio di San Vincenzo.
Sembra, inoltre, che l’intera area sia stata insediata più volte nel corso del tempo, come dimostrerebbero evidenti tracce della civiltà sannitica quali mura megalitiche, sepolture e ceramica nera.
L’intero sito è interessato da un progetto avviato dall’Ente Autonomo Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dal Comune di Filignano e dalla Soprintendenza archeologica che si propone di realizzare un parco archeologico procedendo anzitutto attraverso l’acquisizione al patrimonio pubblico delle aree archeologiche e di quelle caratterizzate da emergenze antropologiche o naturalistiche, quindi, attraverso l’avvio di uno scavo sistematico dell’area dell’insediamento e, soprattutto, attraverso il restauro dell’antica torre di probabile origine normanna.
Il progetto prevede, inoltre, nel borgo di Mennella, l’acquisizione e il recupero delle aie e di alcuni fabbricati che dovranno ospitare l’antiquarium per il deposito e l’esposizione dei già numerosi reperti rinvenuti nell’area archeologica, una scuola di ceramica e un laboratorio orafo per riprodurre, con tecniche moderne, le splendide manifatture di ceramica, le fibule e i medaglioni rinvenuti nel sito.
Il borgo di Mennella, il sito archeologico e le altre emergenze di valore antropologico saranno collegati dal recupero della cosiddetta via fortificata, l’antica viabilità che si snoda protetta da muri a secco parimenti oggetto di interventi di restauro.